Michelangelo Lupo

architetto 

INTERNI E DECORAZIONE

SIMMETRIE RINASCIMENTALI PER LA CASA DELL’ARCHITETTO

CASA DELL’ARCHITETTO LUPO

Questa è la casa che l’architetto ha abitato per dodici anni, nel centro storico di Trento. Un appartamento in un palazzo del Cinquecento dalla struttura quadrilatera e simmetrie perfette, nella quale gli ambienti s’irradiavano a partire da un salone centrale. Da questa prima serie d’immagini, che si riferiscono a quella che era una zona letto/studio che ospitava anche un’area deputata alla conversazione, si può notare come le stanze, mediante porte o finestre, si aprissero direttamente sul ballatoio o sulla loggia rinascimentale sorretta e ornata da sottili colonne d’ordine tuscanico e una scala con un parapetto in ferro battuto lavorato coevo al palazzo. Gli arredi e gli oggetti che decorano la casa sono stati raccolti durante viaggi, molti dei quali in Oriente Medio, o comprati ad aste internazionali durante il periodo in cui l’architetto era consulente per l’Italia della casa d’aste Christie’s. In primo piano un tavolino da bar di fine Ottocento, un divano genovese del Settecento in legno dorato e rivestito in seta color cremisi. In un angolo, sulla destra, un tavolino con un elegante mappamondo inglese e una grande stufa tradizionale trentina in maiolica. Proseguendo lungo la parete si trova una collezione di corna d’animale su di un prezioso cassettone Impero, sovrastate da una tela di Diego Mazzonelli, e l’importante letto a barca di origine piemontese. Sul pavimento un busto attribuito a Bertoldo di Giovanni, riproduce “Giovane con cammeo”. Sulla parete dove invece si aprono le due luci, il classico del bronzo e dello scrittoio su cui poggia, entra in un piacevole contrasto stilistico, ma non cromatico, con la sedia disegnata per Kartell da Philippe Starck e la lampada a braccio “Tolomeo” di Artemide. Accanto s’intravede una chaise longue celata parzialmente da uno dei due magnifici rosoni dai toni blu marino appartenenti alla famiglia dell’architetto, da cui, grazie ad un supporto in metallo, ha ricavato un originale séparé.

Nelle due immagini qui a fianco si può vedere quello che era il salone della casa. Normalmente i pavimenti degli ambienti arredati dall’architetto sono decorati da un unico tappeto di dimensioni importanti e infatti, nei toni del rosa e del mattone, un grande tappeto Kirman Laver. Alla parete una tela di Massimo Diodato raffigurante due giovani fanciulli vestiti in abiti tradizionali tirolesi. Dietro il divano ceruleo, il busto maschile raffigura Umberto I, mentre sul tavolino bianco, fra i divani, spunta un originale modello di moschea cairota in legno dorato e madreperla. Il pregiato tavolino Impero con particolari dorati e piano in marmo che si vede in primo piano, è di fattura lucchese. Nella prospettiva opposta, alla parete, il ritratto di Carlo Emanuele III di Savoia è contornato da una cornice Luigi XIV. Sotto di esso, su una consolle in legno intarsiato di inizio Settecento, poggiano due vasi cinesi, due vasi colorati di Venini e un statua del Buddha. Nelle immagini sottostanti invece la sala da pranzo, in cui vediamo un busto in marmo raffigurante la principessa Cristina di Belgioioso e un’interessante collezione di tulipes di vetro colorato.